AQUELE ABRAÇO

Gilberto GIl
1969 – Philips Records
Lato B “Omã Iaô”

 

“Alcuni mesi dopo la mia liberazione, venni a Rio per trattare con l’esercito le condizioni per la mia partenza dal Brasile. Quando rientrai a  Salvador, incontrai Mariah Costa, madre di Gal; è lì che ho avuto l’ispirazione per Aquele Abraço. Potevo lasciare il Brasile, finalmente, e avevo il bisogno di dire bye bye, di sintetizzare il momento che stavo vivendo, e tutto quello che stava rappresentando per me, in una catarsi. E cos’altro può essere una catarsi per un compositore se non una canzone?

Ho terminato la canzone sull’aereo, scrivendo il testo su un tovagliolo, memorizzandone la melodia. Lo dimostra il fatto che la linea melodica è molto semplice, quasi un blues.  Dal momento che non disponevo di uno strumento, ho dovuto ricorrere ad una struttura facile da ricordare. Quando sono arrivato in Bahia, mi è bastato prendere la chitarra e suonare. Ero già sentimentalmente legato alla canzone.

“Aquele abraço, Gil!” – Era così che i soldati mi salutavano in caserma, con la tipica espressione usata nel programma di Lilico, comico in voga all’epoca, che usava questa espressione. La canzone lo infastidì. Credeva che gli dovessi i diritti. Ma io ho imparato quell’espressione con i soldati. Era evidente che in carcere non avevo una tv, ma i militari quardavano il programma. Io l’ho guardato solo dopo, quando sono stato liberato.”

O Rio de Janeiro continua lindo
O Rio de Janeiro continua sendo
O Rio de Janeiro, fevereiro e março
Alô, alô, Realengo – aquele abraço!

GILBERTO GIL

UNA RETTIFICA DOVUTA

Non fu nel carcere di Realengo che Gil e Caetano furono imprigionati ma in quello di Marechal Deodoro.

“Ad ogni modo – dice Gil – l’idea di Aquele Abraço era quella di citare un posto qualsiasi della zona nord di Rio (dove fummo imprigionati), uno di quelle vicine ai binari (Beira Central, Beira Leopoldina), e Realengo è uno di quelli. Un’associazione inesatta, fatta per approssimazione; io non volevo riferirmi al posto esatto in cui ero prigioniero.”

UNA CANZONE DA MERCOLEDÌ DELLE CENERI

Rincontrare la città di Rio la mattina in cui fumo scarcerati e rivedemmo il viale Getulio Vargas ancora con le decorazioni di carnevale, fu il lightmotive della canzone. Nella mia testa, Aquele Abraço si ambienta in un mercoledì delle ceneri. É in quel contesto che il film della musica, almeno nella mia testa, si svolge.

Meu caminho pelo mundo eu mesmo traço
A Bahia já me deu régua e compasso

GILBERTO GIL

Le tre top

Aquele abraço è una delle mie canzoni più popolari. É il brano più interpretato ed è il secondo tra i miei dischi più venduto (parlo di cd). Aquele Abraço fu una delle tre registrazioni che rimase in primo posto nelle classifiche dei successi per più tempo (in totale due mesi; io ero già in Europa). Le altre sono Xodó (tre mesi nel ’73), di Dominguinhos e Anastácia) e Não Chore Mais (cinque mesi nel ’78), una mia reinterpretazione di un brano Bob Marlei. Furono i tre brani più venduti.

Fonte: Gilberto Gil – Todas as letras (a cura di Carlos Rennó)