Kika, al secolo Angelica de Carvalho Pereira, riceve il suo nome d’arte, ancora in fasce, dalla mamma. Un nomignolo affettuoso che se all’epoca si riferiva ad una bambina, oggi identifica un’artista adulta e matura che nutre la folta schiera di artisti paulistani.

La carriera di Kika, però, non è cosa recente. Durante gli anni dell’università nella prestigiosissima USP, la giovane di Taubaté – città dell’entroterra paulistano in cui Kika è nata – viene reclutata nel coro della facoltà, muovendo i primi passi da semi professionista nel mondo della musica. Parallelamente all’esperienza corale, l’artista milita in varie band amatoriali. I primi anni di carriera sono gratificanti, tanto che Kika si ritrova a suonare al lato dei Secos e Molhados in un tributo alla band e, qualche tempo prima, a suonare  – senza mai esibirsi – con João Gilberto.

La prima esperienza come professionista risale al 1997 con il Grupo Trilha insieme a Ritamaria e Maíra Golovaty. In seguito integra la Banda Argamassa. I musicisti di quest’ultima ensamble confluiranno nel progetto Bixiga 70, una fusione di afrobeat e musica brasiliana dirompente che oggi attrae ascoltatori dall’Europa al Giappone.

Nel 2012 Kika lancia il suo primo disco come artista solista con il titolo Para Viagem, riscuotendo un discreto successo di pubblico e critica. Il secondo disco della carriera, invece, arriva quattro anni più tardi. Navegante, questo il titolo del lavoro, consacra l’artista ad una carriera da solista sicuramente promettente.

Abbiamo incontrato Kika a São Paulo durante le registrazioni del programma Ensaio della Tv Cultura e ci siamo fatti raccontare esperienze, sogni e aspirazioni di questa straordinaria artista.