martnalia+misturado

Mart’nália
+Misturado
Biscoito Fino
2017

Il titolo dell’ultimo album di Mart’nália, prodotto da Biscoito Fino, non poteva essere più evocativo. +Misturado, infatti, è quanti di più eterogeneo si possa trovare nella carriera dell’artista carioca. Perché in 30 anni di musica, la figlia di Martinho da Vila si era quasi sempre cimentata col samba. Solo qualche anno fa, nel 2012, aveva lasciato i sicuri lidi per tuffarsi nel pop melodico di Djavan con il disco Não tente compreender. Questa volta, Mart’nália ha deciso di fare un ulteriore passo avanti condensando in quattordici tracce la mistura – è proprio il caso di dirlo – della musica brasiliana oltre i confini del samba.

Per farlo, si è affidata a sei diversi produttori – Arthur Maia, Claudio Jorge, Dadi, Humberto Mirabelli, Ivan Machado e Zé Ricardo -, ha setacciato il canzoniere di undici compositori per selezionarne altrettante canzoni, e ha composto tre brani. Il risultato ripaga senza dubbio lo sforzo profuso. +Misturado, infatti, è uno dei lavori più belli che Mart’nalia abbia prodotto sino ad ora. È evidente dalle prime note del disco, quelle di Ninguém Conhece Ninguém, di papá Martinho. Il brano, che risale ai gloriosi anni 60, si rinnova in un duetto brioso che pochi, oltre a MArt’nália e Martinho da Vila, sanno offrire. Cuica e cavaquinho non mancano – come potrebbero mancare in un samba? – e fin qui niente di nuovo. Quello che invece inebria e stupisce è la partecipazione emotiva della cantante che si dona completamente al brano. Il pandeiro, invece, batte il tempo in un samba questa volta inedito partorito da due grandi artisti della scena musicale brasiliana attuale: Teresa Cristina e Mosquito. Ouvi Dizer, questo il titolo, è un brano scanzonato, di rivincita, di vita lieve. Più profonda, invece, la traccia successiva scritta da Martn’ália in parceria con Zélia DuncanArthur Maia e Ronaldo Barcellos. Le sonorità si avvicinano a quelle di Djavan. Più pop e meno samba ma non per questo meno bello. Il tema amoroso è predominante in molte delle tracce del disco nonostante venga affrontato in diverse declinazioni. Si Tu Pars, deliziosa ballad di Lokua Kanza, si canta l’ amore rassegnato, quello ostinato, invece, è al centro del brano di Eu te quero agora di Zé Ricardo.

L’amore ai tempi del tropicalismo, o quasi, è quello di Estrela di Gilberto Gil che nella voce di Mart’nália si fa più dolce e avvolgente. Di Caetano Veloso, invece, Tempo De Estio, che nell’arrangiamento di Dadi Carvalho si arricchisce di un tappeto di chitarra distorta, e Linha do Equador, in cui sempre Dadi propone un groove decisamente più funky.

Come un circolo che torna al punto di inizio, Se Você Dizer Adeus di Geraldo Azevedo torna al samba più autentico e delicato nonostante il tema non sia dei più sobri. L’autore, nel disco, canta in duo con Mart’nália. Il risultato è da pelle d’oca. La chiusa di +Misturado è affidata ad un medley con due tra le più belle composizioni di Lupicínio Rodrigues. Ela Me Disse Assim, del 1959, ha i toni solenni che si devono al suo grande compositore. La chitarra di Claudio Jorge si contrappunta con la voce rotonda di Mart’nália, poi si lancia in una arpeggio più denso, graffiato dalla tromba di Jessé Sadock. Poche battute e la chitarra si fa sincopata per una magistrale interpretazione di Loucura, del 1973, a chiudere un disco semplicemente bello.