L’Africa è la grande matrice. Rio de Janeiro e New Orleans, la naturale conseguenza. Qui il ritmo ancestrale della musica africana ha messo radici. Uno stesso seme per due frutti. Il samba e il jazz, come figli di una stessa mamma, si assomigliano e si distinguono, rimanendo legati dal vincolo forte dell’identità.

Jefferson Mello, fotografo e regista brasiliano da tempo interessato alle diverse declinazioni del jazz, questo profondo legame lo conosce bene. Lo ha apprezzato nelle sfilate della jazz band di New Orleans o nelle rodas de samba di Rio de Janeiro.  Non solo. Jefferson Mello questo legame lo racconta colmando, una volta per tutte, la grande lacuna nella storia della musica che mai nessuno prima d’ora aveva provato a colmare.

Samba JazzLo fa con il documentario Samba & Jazz – lanciato nel 2015 -, un racconto appassionato e appassionante sulla storia di questi due generi, una narrazione capace di mostrarne le espressioni più autentiche, quelle che molti non conoscono ma che Mello ridona alla luce.

Narratori di questo racconto, tra gli altri, due artisti che di samba e di jazz si nutrono da sempre. Il compito di raccontare la musica brasiliana è affidato a Pretinho da Serrinha. Sambista di spicco del panorama carioca, Pretinho guida il regista nel Morro da Serrinha, culla della scuola di samba Imperio Serrano, e nel Jongo da Serrinha, ovvero il centro culturale dove ancora si realizza il jongo, la danza afro brasiliana da cui il samba è nato. Dal Jongo, poi, il racconto di Pretinho si muove verso gli inizi della sua carriera nell Império do Futuro, la batteria dei bambini do Império Serrano, sorvola l’esperienza italiana del musicista e si immerge nel significato più profondo dell’essere sambista.

A raccontare il jazz, invece, ci pensa Gregg Stafford, musicista legato al traditional jazz. Grazie a Gregg, il viaggio tra le strade di New Orleans si arricchisce di incursioni nei locali storici del jazz e nelle parate tradizionali che si tengono ad aprile.

Pretinho e Greg, però, non parlano di sola musica ma mostrano con dovizia di particolari l’aspetto razziale che gira intorno al samba e al jazz, il problema della segregazione che, sia un un Paese che nell’altro, si mantiene ancora vivo.

Il viaggio che Mello offre, insomma, è dei più ricchi, autentici e completi propio come l’esperienza armonica che da sempre descrive il jazz e il samba. Perché quando si parla di questi due stili, non si parla solo di musica ma di un universo complesso dove le note e la vita si confondono tra una accordo diminuito e un movimento di bacino.