Tia Amélia Para Sempre

Hercules Gomes
Tia Amélia Para Sempre

Selo Sesc
2019

Brioso, eclettico. Altre volte drammatico e profondo. É il pianoforte di Hercules Gomes, musicista virtuoso di Espírito Santo, che tesse la trama di un disco, pubblicato dal Selo Sesc, raffinato e prezioso. Si tratta, infatti, di un lavoro interamente dedicato all’opera della pianista brasiliana Amélia Brandão Nery, figura impoirtantissima dell’universo pianistico brasiliano vissuta a cavallo tra il diciannovesimo e ventesimo secolo che o poetinha Vinicius de Moraes ebbe a definire “la resurrezione di Chiquinha Gonzaga con la bossa nova”.

Il pianista Gomes, invece, si limita a definirla una gigante del pianoforte, mostrando, tra l’altro, una notevole ammirazione per il virtuosismo e l’intelligenza usata per declinare sullo strumento principalmente il linguaggio dello choro. Renderle omaggio, insomma, non è un lavoro semplice eppure il pianista di Vitoria dimostra di esserne decisamente all’altezza. Tia Amélia Para Sempre, questo  il titolo, è un lavoro prezioso che attraverso quattordici tracce esalta un repertorio articolato e complesso. Non solo. Di traccia in traccia, Hercules Gomes si dimostra all’altezza del compito. Bastano poche battute per renderesene conto. Saracoteando, che apre il disco è un susseguirsi di circonvoluzioni armoniche repentine che Gomes domina con particolare sapienza, esaltando i fraseggi della mano sinistra. É una delle caratteristiche più interessanti del giovane pianista brasiliano.

Ma non è solo la tecnica a permeare questo disco. Ogni brano, infatti, giova dell’interpretazione del pianista che dimostra di essere a proprio agio sia nei nelle composizioni più sbarazzine, Cuíca no Choro o Chuvisco, quest’ultima arrichita da sincopati entusiasmanti, che in momenti più enfatici come in Saudades Suas, che chiude il disco. 

Prima di questo lavoro, Hercules Gomes ha registrato altri tre dischi – Pianismo, No tempo da Chiquinha e Jabotão – sicuramente degni di nota. Ma probabilmente è proprio con Tia Amélia para Sempre che il pianista tocca il punto più alto della sua carriera che, lo diciamo a gran voce, sembra promettere ancora altri momenti entusiasmanti.